Marketing ed autopromozione per uno studio professionale

Da anni mi occupo di corsi di formazione per formare mediatori e conciliatori. Nello specifico curo la parte legata alla comunicazione.
Gli studi professionali di avvocati, architetti, commercialisti o medici si stanno configurando sempre più come delle aziende. In che senso? Vivono sempre più i seguenti problemi ed esigenze:

1 –  Come posso trovare nuovi clienti? (questione importante soprattutto per uno studio “nascente”)
2 –  Come posso far conoscere i miei servizi?
3 –  Come posso far sapere di esser bravo e affidabile?
4 –  Come posso fidelizzare il cliente?

Fino a qualche anno fa, valeva soprattutto le regole del passaparola e del “nome” (magari ereditato dall’attività di un genitore), grazie alle quali si riusciva a creare e consolidare una rete di clienti. Tuttavia oggi non è più possibile percorrere questa strada, in quanto i clienti tendono ad essere sempre meno fedeli e la crescita della concorrenza in numerosi settori professionali risulta sempre più elevata.

Ecco che si rende necessario conoscere e mettere in pratica strategie di marketing, comunicazione ed advertsing capaci di farci conoscere ed apprezzare dai clienti stessi. I puristi (o chi ha già il suo bel studio avviato) storceranno il naso, ma è un falso problema. Qualcuno potrà dire: “non svendo la mia professionalità”, oppure “non vendo salami…”

Premesso che vendere salami è un lavoro altamente meritorio, nei miei corsi cito sempre questo esempio: “Se sono bravo, onesto e affidabile, conoscere tecniche di comunicazione (o marketing) farà sì che molti conoscano ed apprezzino il mio lavoro. Se non le conosco, avrò più difficoltà a farmi apprezzare. Se non sono né bravo né onesto né affidabile, conoscendo ed applicando alcune tecniche di comunicazione e marketing, potrò imbonire qualcuno all’inizio, ma alla lunga il trucco sarà scoperto”.

Morale della favola: chi sa puntare sia sulla serietà e preparazione professionale, sia sulla capacità di far conoscere tali doti, vince nella competizione spietata di oggi. In sintesi e per concludere: vince il detto “sapere, saper fare e far sapere”.