Il fascino e l’importanza del marketing laterale

In giro si parla sempre più di marketing; vi sono (per fortuna direi) sempre più corsi, testi ed esperti che “ruotano” intorno ad una disciplina tanto interessante. Tuttavia, bisogna sottolineare che, anche se il settore sembra oberato e senza nuovi spazi di azione, vi sono degli autori e delle nicchie (proprio per usare un termine appropriato) ancora poco esplorate.

Prima di tutto, è necessario evidenziare che un meritorio lavoro (sia in ambito accademico che consulenziale), è stato portato avanti da Al Ries e Jack Trout, che oggi possono a ben ragione definirsi i due massimi esperti mondiali di “posizionamento” (quell’approccio che porta a creare, rafforzare ed incrementare una posizione di vantaggio competitivo nei confronti competitor). Come amano dire spesso i due consulenti (tra i loro clienti molte delle aziende che compaiono nella prestigiosa lista Fortune 500), il posizionamento si gioca nella testa dei clienti: è quello il mercato più importante, il luogo in cui tutti vogliono essere.

Nella testa ma anche nel cuore degli stessi. Testa ed emozioni, emisfero destro ed emisfero sinistro, raziocinio ed istinto: la competizione futura si giocherà su questo equilibrio.Dunque, alla luce di queste considerazioni, è necessario reinventare l’idea stessa di marketing. Il marketing classico, basato sulle ricerche di mercato – le 4 P e la saturazione di un mercato – non è più sufficiente: nasce così una straordinaria disciplina, il marketing laterale, che fonde tecniche classiche di marketing con approcci tipici del pensiero laterale (derivante dal pensiero creativo di Edward de Bono). Pensate che grandi idee commerciali, come, l’Actimel di Danone, l’Ovetto Kinder della Ferrero e la stessa Barbie, sono nate grazie al marketing laterale…

In un prossimo articolo ve ne darò conto. Buon marketing a tutti!