Il cerchio dell’auto percezione: cos’è e come crearlo?

Uno strumento che utilizzo quasi sempre, prima di ogni corso di formazione da me tenuto, è il “cerchio dell’auto percezione” (nulla di esoterico, non abbiate timore!) Una tecnica che può essere valida per rendersi più appetibili, sia come singoli, che come aziende, sul mercato del lavoro.  Procedete in questo modo: tracciate su di un foglio un cerchio (anche a mano libera non importa!); al centro dello stesso segnate un puntino. Quest’ultimo sarà contrassegnato dalla seguente dicitura: “cliente” (se siete nel commerciale), “allievo” (se vi occupate di formazione), “utente” se erogate servizi etc. Lungo il cerchio, disegnate dei puntini che siano contrassegnati dalle conoscenze, competenze o abilità (gli anglosassoni parlano di “skills”) che ritenete di possedere in merito alla vostra professione o attività.

Per farvi un esempio: se vi occupate di formazione, una delle competenze che segnerete lungo il cerchio è “ascolto attivo“: la capacità cioè non solo di saper ascoltare gli allievi, ma anche di riformularne i pensieri un po’ confusi o ammortizzare eventuali tensioni in aula.
Se, ad esempio, un docente, sul suo cerchio dell’auto percezione, segna come abilità da avere “trasmettere nozioni” è evidente che il suo cerchio è limitato! Si limiterà, dunque, a trasmettere nozioni, informazioni, in maniera meccanica e ripetitiva; strano? Purtroppo è ciò che accade in molte università nostrane, dove manca l’interazione con gli allievi, la valutazione dei loro feedback e dove il docente spesso non si preoccupa di curare la qualità e l’efficacia della propria comunicazione.

Un formatore che, invece, intenda arricchire le proprie competenze –  e che capisce quanto sia fondamentale rendere vario il proprio cerchio –  segnerà sul cerchio non solo le competenze che già (pensa) di avere, ma anche quelle che ritiene dovrà acquisire. Ciò è indispensabile per raggiungere determinati obiettivi, come la piena soddisfazione e motivazione degli allievi o sapere trasmettere non solo nozioni teoriche, ma anche abilità pratiche.

Quali possono essere queste competenze da acquisire?

1 – Ascolto attivo: quindi sulla base di tale abilità, il docente seguirà dei corsi, leggerà dei libri per imparare realmente l’ascolto attivo nella formazione.
2 –  Team building: il bravo formatore, sa che l’apprendimento di un gruppo nasce anche dall’armonia e integrazione dello stesso: pertanto dovrà imparare ad essere un buon “team builder”.

Morale? Il cerchio dell’auto percezione è uno strumento di auto valutazione ed auto miglioramento.

Qualcuno potrà obiettare: “Perché c’è bisogno di un cerchio per fare ciò?”

Primo, perché le cose scritte sono più efficaci e restano più impresse delle sole cose dette a voce (del tipo dovrei dimagrire…dovrei fare quella tal cosa…etc.)
Secondo, perché il cerchio rappresenta un simbolo visivo molto forte ed efficace per la nostra psicologia: è dunque più impattante di un semplice elenco di cose da fare o non fare.  Addirittura, potreste arricchirlo con colori diversi: le abilità che già possedete le segnate col pennarello blu, le abilità da acquisire con il rosso, e così via.

Pertanto, il cerchio diventa anche una cosa dinamica: fra qualche mese, riconsultandolo, magari vi accorgerete che quelle competenze sopra segnate ma che ancora non vi appartenevano, ora fanno parte del vostro bagaglio!

Leggete l’articolo e raccontatemi del vostro cerchio; nel prossimo articolo, capiremo come le aziende (citando casi reali di successo) lo utilizzino e come potrete crearlo anche voi.

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