Come bisogna iniziare un Webinar? Non fare questo errore…

Salve a tutti. Come già scritto nel mio precedente post, in questo periodo rocambolesco sta cambiando il nostro modo di lavorare e di vivere.
Ed in particolare, sta cambiando il nostro modo di comunicare! Siano ovviamente costretti dal Coronavirus a lavorare da casa ed a gestire come regola cio’ che forse prima era una opzione in piu’.
Webinar, call conference, webmeeting, webcast e via discorrendo, sono tanti i format con in quali ci dobbiamo confrontare.
Sapete qual’è la principale difficoltà? Quella di essere di fronte allo schermo del computer e non avere la possibilità di “guardare” negli occhi il nostro pubblico.
Cio’ accade nei webinar, soprattutto quando abbiamo a che fare con una platea sconosciuta e magari ampia.
E’ capitato a me proprio settimana scorsa, quando mi sono trovato a gestire una platea di oltre 800 persone che nè io conoscevo nè mi conoscevano…
Tralaltro dovevo tenere un webinar che fosse di incoraggiamento per persone che a causa del Coronavirus non stanno nè lavorando nè guadagnando…
Una situazione potenzialmente esplosiva se non l’avessi gestita nel modo piu’ corretto.
Il rischio, altissimo, è proprio quello di avere a che fare con degli sconosciuti che hanno aspettative varie ed a me poco note rispetto a cio’ che sto per dire loro…
E se sbagli all’inizio sei fritto, perchè le persone, a differenza di un’aula reale, possono lasciare con estrema facilità l’aula virtuale…
Io utilizzo una tecnica efficacissima per creare subito un gancio con la platea: L’analisi transderivazionale.
L’analisi Transderivazionale è stata usata in modo magistrale dal terapista Milton Erikson e poi applicata nella Pnl dal grande Anthony Robbins.
In cosa consiste?
Le persone hanno istintivamente bisogno di sentirsi parte di un gruppo. Cio’ è connaturato alla nostra normale evoluzione.
Quando abbiamo una platea reale, magari con esigenze omogenee, è piu’ facile stabilire un’empatia con le stesse.
Quando invece dobbiamo parlare a centinaia di persone che non possiamo evidentemente vedere in volto?
E quando non sappiamo effettivamente quale sia il motivo per cui tutte queste persone sono li pronte ad ascoltarmi?
E quando queste persone sono arrabbiate e preoccupate per colpa del Coronavirus?
Bisogna usare l’Analisi Transderivazionale. Dobbiamo cioè utilizzare una serie di espressioni impersonali, che hanno il fondamentale obiettivo di “agganciare” le esigenze palesi o latenti di chi ci sta ascoltando.
Facciamo qualche esempio concreto: ecco alcune delle espressioni da me usate prima ancora di introdurre l’argomento del giorno.
“Qualcuno di voi è qui oggi perchè ha un sacco di tempo libero a causa del Coronavirus ed è curioso di sapere cosa sto per dire…”
“Qualcuno invece è ansioso di capire come sfruttare al meglio il proprio tempo in questo periodo e quindi vuole carpire qualche tecnica di cui parleremo…”
“Qualcuno invece ha già letto il mio e-book sulla Gestione del Tempo e vuole farmi qualche domanda…”
Come potete vedere, ho utilizzato piu’ forme di “gancio” comunicativo per intercettare le aspettative del maggior numero di persone possibili!
Se avessi cominciato con la classica auto presentazione, sarei sembrato troppo auto referenziale e non avrei potuto stabilire da subito un “rapport coi presenti!
Sapete qual’è stato l’esito?
Un vero successo, tanto è vero che mi hanno richiesto un altro webinar cui hanno partecipato circa 1000 persone!
Ovviamente sono tanti altri i fattori per cui il webinar è andato bene ma ne parleremo nei prossimi articoli o video.


