Il cerchio dell’auto percezione: quali caratteristiche deve avere la nostra mission?

Eccoci giunti alla terza parte del cerchio dell’auto percezione.
Nel post precedente, eravamo rimasti alla definizione della propria mission. Oggi definiremo le caratteristiche della mission ideale: è importante che sia chiara, sintetica e motivante.
1 – Chiarezza. Mai darsi mission troppo vaghe: solo cio’ che è misurabile, è migliorabile! La chiarezza di una mission ci consente di capire se stiamo raggiungendo o meno dei traguardi intermedi (i famosi successi di tappa). Se devo perdere 10 chili, non posso limitarmi a dire, “dovrei perder peso…”. Dovremo valutare altre questioni come ad esempio quanto, entro quanto tempo e come. Queste sono le domande che mi permettono di creare una mission chiara.
2 – Sintesi. Nell’auto motivazione e nella formazione, il “politichese” è totalmente inadatto. Pertanto, è bene adottare parole chiare, motivanti e protese verso il raggiungimento degli obiettivi ed abolire i “dovrei, potrei, vorrei…” (il condizionale mal si coniuga con i traguardi). Una frase non troppo lunga deve definire i vostri obiettivi: i leader sanno essere sintetici.
3 – Motivazione. La mission perfetta è motivante: le parole sono intrise di una magia quasi “alchemica”! Se ci riflettete, quando qualcuno ci chiede come stiamo, c’è una bella differenza tra il dire “non c’è male” o “me la cavo” e il dire “grazie a Dio è tutto ok” o“va bene”; se vi guardate attorno, noterete che le persone che hanno i comportamenti più dimessi, scoraggiati, sopraffatti, sono proprio quelle persone che usano sempre espressioni demotivanti.
E la cosa ancor peggiore è che, oltre che verso l’esterno, quel tipo di comunicazione viene proiettato verso l’interno di esse (danno cioè al proprio cervello segnali demotivanti, limitanti).
Dunque, nella vostra mission, inserite solo espressioni di qualità, positive e che siano per voi altamente motivanti.


