Programmazione Neuro Linguistica (PNL) e dintorni

Gentili lettori, tornando alla PNL, avevo parlato di comunicazione visiva e delle caratteristiche che hanno i “visivi”.

Se si dovesse fare una stima media, diciamo che i visivi corrispondono ad un 60{586c3569a6cce092522b33f669720c3d50d0018e537692d11c7f872b91c12915} della popolazione; si tratta, ad ogni modo, di stime “medie”, perché dei veri sondaggi in questo campo non sono mai stati fatti (se si esclude ad esempio l’iter di selezione di alcune aziende che, per i call center, prediligono persone con una comunicazione uditiva).

Vi ricordo che quando parliamo in PNL di comunicazione visiva, uditiva, o cinestesica, è come se stessimo dicendo “preferibilmente”. Ribadisco dunque che ciascuno di noi ha in sé tutte e tre le modalità, ma ne preferisce per indole, carattere, contesto comunicativo in cui è inserito, una delle tre.

Le persone uditive, invece, corrispondono ad un 30{586c3569a6cce092522b33f669720c3d50d0018e537692d11c7f872b91c12915} circa della popolazione. Ecco 6 elementi che le contraddistinguono:

1 –  Hanno un modo di parlare più pacato, “modulato”; questo implica una profonda “affabilità comunicativa”: parlano in maniera meno spedita rispetto al visivo.
2 – A differenza del visivo, che ha una respirazione toracica (“alta”, si dice in gergo) respirano con il diaframma: questo porta ad avere una voce più “calda” rispetto ai visivi (pensate ai doppiatori, ad alcuni speaker, per intenderci)
3 –  Le parole e le espressioni che più di frequente potrete sentire in un uditivo, sono: “C’è feeling tra di noi, siamo in sintonia, mi capisci?” oppure “riuscite ad intendermi?”; come potete constatare, tutte espressioni che fanno riferimento alla necessità di stabilire legami, contatti e intese
4 –  Gli uditivi soffrono e mal sopportano chi alza la voce, o chi, per abitudine, ha un tono di voce alto; questa cosa può avere infinite ripercussioni nell’ambito delle dinamiche relazionali, sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni. Se, ad esempio, siete il direttore vendite di un’azienda, ed avete a che fare con un venditore molto visivo, caratterialmente molto “carico” (in gergo definito “d’assalto”), egli potrà andar bene per una clientela che ha una comunicazione simile; questo tipo di venditore potrà invece spaventare un cliente uditivo, il quale potrebbe definirlo come un “venditore di fumo” o un “imbonitore”.
Pertanto, il bravo direttore vendite cosa farà? Formerà il proprio venditore, affinché impari a saper comunicare anche in maniera uditiva.
Infatti, non esiste la comunicazione ideale: esiste semplicemente, la comunicazione giusta per l’interlocutore adatto.
5 – L’uditivo ha una gestualità più raccolta (in gergo si definisce a “cerchio”); un esempio mirabile di comunicazione uditiva ci è offerto da Piero Angela, straordinario divulgatore scientifico, che si muove nel suo studio televisivo gesticolando proprio in maniera uditiva (cosa che gli consente di trasferire, ad un platea vasta e variegata, concetti anche tecnici ed ostici).
6 –  Per quanto concerne il movimento degli occhi, mentre comunicano, gli uditivi tendono a spostarli lateralmente. Quando una persona ha gli occhi fissi in basso a destra, si dice che sta effettuando il cosiddetto “dialogo” interiore: sta cioè ripensando a qualcosa che gli è stata detta,  sta cercando di formulare un discorso, o è preoccupato per qualcosa.
Il bravo comunicatore sa leggere tali segnali del corpo.
Se in una riunione un nostro collaboratore tende spesso ad avere gli occhi in basso a destra, è probabile che ciò di cui stiamo discutendo lo preoccupa, o che è distratto da altro: per questo, diventa necessario sollecitarlo ad intervenire o chiedere il suo parere.

Come vi dicevo, le potenzialità e le varie sfumature di questo  tipo di comunicazione, nonché i campi di applicazione, sono illimitati.